Monti, alla lunga una iattura

12 AGO 20
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Non so se Monti e il suo governo abbiano fatto un buon lavoro o meno, penso piuttosto la seconda, i risultati sono ahimè sotto gli occhi di tutti e non si può sempre scaricare le responsabilità su chi c’era prima. Quello che so è che il Professore è arrivato al governo del paese in modo un po’ insolito per un paese cosiddetto democratico, in circostanze non del tutto chiare, invocato a gran voce (ma da chi?). La premessa all’operazione Monti, ripetuta più volte dallo stesso interessato, era che la sua esperienza politica, proprio per le condizioni di favore che gli erano state riservate (nomina a senatore a vita, appoggio dei maggiori partiti), sarebbe stata una parentesi che si sarebbe chiusa con la fine della legislatura. La sua discesa o salita in politica, peraltro facilmente prevedibile (siamo o non siamo il paese dei furbi, il professore non fa eccezione), ha modificato in modo artificioso, in altri termini drogato, il quadro politico rendendolo più complesso. Temo che questo nel medio lungo termine provocherà danni al paese, accrescendone l’ingovernabilità. Non era quello di cui si sentiva il bisogno.